Opposizione: che fare?

Che cosa vuol dire fare opposizione oggi? Quali azioni mettere in atto?

C’è chi parla di unità di intenti nell’opposizione che si raggiunge attraverso lo strumento delle primarie. Queste cose le dicevamo più di un anno fa, ma nessuno ci ha ascoltato.

Oggi, prima di arrivare a concordare un sistema per individuare un candidato occorre porre le basi per far crescere una alternativa effettiva al sindaco riconfermato e questa passa attraverso un lavoro che tutti devono fare di dialogo e ascolto con la cittadinanza, perché se Brugnaro è stato riconfermato al primo turno dobbiamo chiederci come mai la maggioranza dei veneziani lo vota. È questa l’amara verità. E questo è il lavoro da fare ora.

Sui meccanismi di scelta della miglior candidatura si potrà parlare solo quando avremo capito di essere entrati in sintonia con l’intera realtà dell’elettorato e della città. Come mai luoghi storici della sinistra hanno votato Brugnaro? Cos’è che non ha funzionato. Da tempo ripetiamo che non c’è stato più il presidio e la presenza dei partiti che si sono allontanati dai cittadini.

Ecco perché “Tutta la Città insieme!” sta strutturando i Comitati di Partecipazione Popolare che saranno dei presidi sul territorio, delle vedette sulle diverse realtà delle diverse zone della città, dei punti di ascolto e di proposta della cittadinanza.

Il nostro lavoro è appena iniziato. E ricostruire l’opposizione parte da qui. Ricostruire il dialogo coi cittadini che i partiti hanno purtroppo abbandonato. Se tutti ci impegneremo su questo fronte la modalità di scelta del candidato verrà automatica, anche se porci oggi un obiettivo di questo tipo sembra un po’ tradivo o assolutamente prematuro.

L’opposizione in consiglio deve, per quanto possibile, essere unita. Ma la questione di fondo non sono 14 consiglieri comunali, ma 130.000 cittadini che votano e 70.000 che preferiscono non votare. È tra la gente, nei sestieri e nei quartieri che occorre lavorare.

E i 14 consiglieri comunali devono mostrarsi compatti nell’opposizione, ma lo devono essere anche i partiti di cui fanno parte. Abbiamo passato cinque anni in cui troppo spesso l’opposizione è mancata, o è stata morbida o è scesa a patti con la giunta.

Questa è una delle cause di allontanamento dei cittadini dalle vicende della città.

Insomma, per risalire la china, non basta invocare l’unità, occorre riconquistare la fiducia dei cittadini e quindi, innanzitutto, occorre “arrivare” ai cittadini, parlare con loro, spiegare che esiste un progetto diverso di città che prevede un miglioramento della loro vita. Questa è la sfida. Questa l’unica possibilità.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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