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Canale Vittorio Emanuele III: studi e appalti per il ritorno delle navi in Marittima

Si persevera nel voler saccheggiare la laguna, anche se la fase esecutiva è ancora lontana 


Si progetta lo scavo per il Canale Vittorio Emanuele III
Si progetta lo scavo per il Canale Vittorio Emanuele III

L’assegnazione dell’appalto per lo scavo del canale Vittorio Emanuele III è un passaggio che non può non preoccupare. Va specificato che stiamo ancora parlando di studi di fattibilità. Ancora lontana l’assegnazione della tranche esecutiva.


La determinazione nella ricerca dell’obiettivo di riportare le grandi navi in Marittima è controproducente per le necessità della città e per i costi di una operazione che è già fortemente in ritardo visto l’evolversi delle scelte delle grandi compagnie della croceristica.


Va chiarito che il progetto delle ditte vincitrici sarà sottoposto alla commissione VIA alla fine del 2024, che si tratta ancora di studi di fattibilità e solo dopo la VIA si passerà alla fase esecutiva, che, se non ci sono intoppi (prospettiva improbabile) potrà vedere la conclusione dei lavori nel 2028. Significa insomma quantomeno quattro anni in cui le cose dovranno rimanere come sono. Lo scavo arriverà a una profondità di 8 m per 70 di larghezza. È quindi la prima opzione, quella che potrà far entrare solo le navi di piccolo tonnellaggio, quelle  fino a 40.000 t. 


21 milioni il costo dell’operazione per un risultato che fra quattro anni sarà probabilmente tardivo per un mercato del gigantismo che sta abbandonando le dimensioni intermedie. Insomma si sta tentando di saccheggiare la laguna, avvelenandola con un’isola di fanghi tossici, per risultati più che incerti, mentre certe sono le decine di milioni impegnate per l’operazione.


Giovanni Andrea Martini

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