Via Piave: testimonianza del fallimento della gestione Brugnaro

La drammatica situazione di Via Piave è da tempo sotto gli occhi di tutti.

Le cose sono andate, nel tempo, peggiorando. Sempre più.

Brugnaro aveva promesso sicurezza. Ha armato i vigili, ne ha assunti tanti nuovi e, contemporaneamente, ha smantellato i servizi sociali, ha eliminato gli educatori di strada.

E ha allontanato ancora di più dalle strade i cittadini. Non ha creato quel controllo sociale che deriva dalla presenza delle persone per la strada.

Le sacche di criminalità, di illegalità, di spaccio si creano quando sparisce la vita cittadina. Quando e dove la gente non c’è.


E via Piave, oggi, è un’area ad alto rischio. Si tratta, naturalmente, della punta di un iceberg.

Infatti tante sono le zone e i quartieri in cui la vita è difficile e il rischio aumenta di giorno in giorno.

Il sindaco sceriffo si è tristemente macchiato di ridicolo e, purtroppo ha lasciato la città in balia di criminalità e spaccio.

Alle politiche sociali annullate si deve aggiungere la politica assente della residenza e le scelte sciagurate relative alle attività economiche. Scelte che hanno visto morire tristemente tante piccole attività ed esercizi, risucchiati dal fiorire della grande distribuzione, dal trionfo dei supermercati, che Brugnaro ha fortemente favorito.


Ristabilire la efficacia dei servizi sociali, ricostruire un tessuto sociale che diventi impermeabile alla malavita organizzata, ristrutturare una rete di attività che permettano ai cittadini di riversarsi di nuovo nelle strade a vivere, impedendo con la loro sola presenza alla criminalità di fare da padrona in spazi desolati e vuoti.


I mega alberghi, invece che ristabilire la legalità, hanno creato luoghi e situazioni in cui lo spaccio e la delinquenza regnano indisturbati e coperti.

Le catene degli alberghi sono diventate crocevia di spaccio e di malavita.


È venuto il momento di indicare in Brugnaro il responsabile di tutto questo. È doveroso sottolineare come abbia preso in giro i cittadini e i propri elettori.


La sicurezza a Mestre non c’è e in alcune aree la situazione è proprio insostenibile.

La Mestre che Brugnaro ha ridotto la città in un dormitorio ora scopre il responsabile in colui che aveva promesso di risolvere il problema.


Quali altre bugie elettorali potrà oggi sfornare? E come potrà spiegare questo terribile fallimento?

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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