Verde non si può: si deve!

Tutto ciò che oggi passa sotto il nome di #verde ha di certo un significato ecologico, ma assume ancor più valore in quanto domanda sociale diffusa e sentita.

Fa parte dei requisiti primari della qualità della vita urbana, della condizione di vita quotidiana che in mezzo alle mille costrizioni e ai ritmi imposti dalla città chiede compensazione e ristoro con la disponibilità di spazi e percorsi protetti e accoglienti, dove ricongiungersi con una “naturalità” sempre più allontanata dalla visione speculativa e privatistica dell’uso dello spazio urbano a puri fini di utilità economica. Un consegnarsi al mercato senza contropartite che non siano nebulose promesse future a fronte di scempi concreti e immediati.

È l’assalto alla gronda che vediamo da #Tessera a #SanGiuliano, l’assalto alle aree interne da #Altobello all’#UmbertoI, è la tutela del #Marzenego che percorre gli spazi aperti dell’entroterra e verso la #laguna.

Verde è la trama della vivibilità dalla piccola scala di caseggiato o di quartiere fino ai parchi sui bordi urbani, là dove esistono ancora i grandi spazi liberi da attrezzare per una socialità organizzata che si esprime con i fini multipli dell’associazionismo sportivo e ricreativo. Lo scopo è corrispondere ai molteplici bisogni di espressione attiva del tempo libero da parte della comunità urbana e dei valori che esprime. I parchi tedeschi sono un esempio.

Nel concetto di verde rientra anche il programma di rigenerazione urbana che muove dal disagio dei quartieri e si esprime nella organizzazione della scala di vicinato dove si sviluppano le attività del quotidiano e dove si esprimono anche i disagi che con poco potrebbero trovare soluzione.

Ma verde è anche l’idea di un paesaggio urbano dove gli #alberi sono protagonisti, assorbono le polveri e l’anidride, sono regolatori climatici che attenuano il calore estivo e il maltempo invernale, compensano la durezza e monotonia delle quinte edilizie.

La rivendicazione di una #cittàverde è il complemento logico e necessario di una politica per la casa concepita per soddisfare una necessità primaria che punta ad un ambiente urbano dove individualità e socialità devono potersi incontrare.

La lotta organizzata per il verde è necessaria e sacrosanta. È una manifestazione di civismo attivo e consapevole. Va sostenuta e perseguita.

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