Regolamento edilizio e regia politica.

Una questione di stile di governo e una di contenuti. Questa la vicenda del nuovo Regolamento edilizio che il sindaco Brugnaro ha imposto al Consiglio comunale con i numeri della sua maggioranza, rifiutando la coesione dell'unanimità su di un documento di ovvio interesse civico. Il messaggio è semplice e chiaro: il Consiglio non esprime tutta la città ma solo la maggioranza che mi ha eletto, pertanto gli atti esprimono solo la mia volontà, cui è lecito accodarsi tacendo ma non interferendo con una decisione già presa che la falange di maggioranza ratifica. Non si tratta di una novità ma di una conferma: il Consiglio comunale come un consiglio di amministrazione; e del resto l’intera macchina comunale è da tempo analogamente conformata. E il fatto che su alcuni contenuti la minoranza potesse convenire è solo la prova del rifiuto del dialogo. Una volta che lo tsunami degli affitti brevi di Airbnb si è abbattuto sull'intera città, infiltrandosi nelle case di fronte ad un'amministrazione che assisteva inerte agli eventi, ora si stringono le maglie normative per limitare ai ritardatari la libertà di azione sul patrimonio edilizio esistente. Liberismo sì, ma solo quando fa comodo, come nel caso dei nuovi alberghi di Mestre, il vero regalo di Brugnaro ad una città in crisi di attrattività, che potrebbero soffrire la concorrenza degli alloggi privati nella gara al ribasso del costo di pernottare in città per la visita alla Venezia storica. Sì, perché il distretto alberghiero di Mestre è parte integrante di quella creatura che il sindaco sta realizzando sulla testa di ponte di terraferma. Dalla stazione a quelle frange di Porto Marghera che includono l’area Pili. Il luogo dove concentrare l’escursionismo di massa rimanendo all’interno del Comune, dove la libertà di azione è totale disponendo dell’arbitrio urbanistico della destinazioni d’uso dei suoli. Il Regolamento edilizio era solo un passaggio necessario per ribadire che le mani sulla città ce le mette uno solo, e che la desertificazione residenziale poteva non essere un buon viatico elettorale per il 2020. Le verifiche sono naturalmente rinviate alla prossima amministrazione.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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