Quote letti sul mercato.

Avendo ben chiara l'idea che Venezia è essenzialmente merce a disposizione del mercato, e come tale va trattata, il sindaco Brugnaro affronta il problema della residenza sottratta in questi anni ai veneziani dall'entrata dirompente di Airbnb nel mercato dei fitti brevi per turisti. Il meccanismo è analogo al “carbon credit”, cioè quote di emissioni inquinanti che aziende ricche e inquinanti comprano da aziende meno inquinanti per mantenere comunque l’inquinamento entro i limiti internazionali di Kyoto. Se al posto del "carbon credit" ci mettiamo dei letti, significa che i nuovi albergatori potranno superare il tetto massimo fissato acquisendo dai titolari di alloggi Airbnb quote di letti turistici da offrire ai residenti che lo richiedono. Semplice, sì. Ma solo a dirsi. Col ché il nostro fantasioso pensa di inanellare una serie di positività a suo favore. Intanto si presenta al giudizio dell’Unesco del febbraio 2020 su Venezia sito in pericolo con una promessa in più che riguarda la difesa dei residenti. Sono tutte promesse le sue, ma pare che l'attuale Unesco ora le consideri sempre credibili. In secondo luogo, pare dimostrare sensibilità per il forte disagio dei veneziani che cercano casa senza più trovarla partendo dal fatto che i buoi, le case, sono usciti dal recinto residenziale e hanno scelto quello turistico. In terzo luogo, offre ai proprietari di alloggi una compensazione alla perdita del reddito di recente acquisito con la messa a rendita turistica dell’alloggio. Pari circa al 15 per cento degli alloggi di Venezia. Infine, sotto referendum occuparsi un po’ di abitanti veneziani dopo essersene infischiato per anni fa solo bene all’immagine. Ma tutto questo vale solo sulla carta, specie se si tratta di quella elettorale. Intanto la richiesta dello strumento normativo è rivolta al governo, come se questo non aspettasse altro che di accontentare il sindaco di Venezia. Visto poi come, di rinvio in rinvio, sta andando con il ticket, stiamo freschi. In secondo luogo andrebbe istituito un registro dei letti privati sottratti al turismo e destinati a residenza di veneziani, che i notai dovrebbero trasferire come vincoli connessi alla titolarità del bene e ai suoi usi futuri, con ovvia incidenza sul prezzo. Infine possiamo immaginare quale parte dello stock edilizio finirebbe nel mercato dello scambio. La peggiore. Ma, come si dice, se proprio volete stare a Venezia accontentatevi di quel che passa il convento. Venezia è di chi se la piglia a suon di quattrini. Con quel che resta dichiariamo di voler proteggere la specie autoctona.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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