Portualità: presente e futuro

Se in città si tira un sospiro di sollievo quando il Mose entra in funzione, l’economia del mare lancia un grido di dolore dalle navi ferme in rada con costi crescenti di approdo. Pesa la chiusura delle bocche così come l’incertezza affidata ad una previsione con l’incognita delle condizioni meteomarine che possono variare all’improvviso, in meglio o in peggio.


Un fatto largamente previsto che si avvera senza che esista ancora la condizione di Porto regolato, cioè di un porto “H 24” che garantisca operatività anche notturna al contrario di quanto accade oggi, coi normali turni di lavoro. Un costo aggiuntivo del porto per eliminare la penalizzazione della accessibilità nautica.


Si aggiunga che l’annosa questione del ripristino della conca di Malamocco potrebbe assorbire in parte la penalizzazione delle chiusure del Mose. Anche questa cosa nota.

In buona sostanza si giunge a ridosso della novità del Mose senza disporre dei rimedi che avrebbero potuto divenire immediatamente operativi.


Ogni allarmismo dunque destinato a rientrare? Niente affatto. Tutto questo serve solo a garantire una prosecuzione nella normalità portuale, ma il futuro è altra cosa.

Il limite di pescaggio delle navi imposta dal Mose impedisce al porto di competere sugli scenari di crescita della stazza delle navi, anche escludendo il gigantismo dei ventimila teu che non riguarda l’Adriatico.


Parliamo delle soluzioni off-shore, di nuove banchine esterne alla laguna. Con soluzioni diverse per merci e crociere. Una scelta obbligata se Venezia vuole garantire quella economia del mare che è nella sua storia millenaria.


È tempo di mettere le carte in tavola parlando quindi di soluzioni e non di rimedi. Guardando al futuro che si desidera. La città è chiamata a esprimersi su proposte concrete e urgenti. E fa specie che proprio il sindaco nel discorso programmatico abbia affermato che di off-shore si parlerà tra quindici anni. Cioè nel 2035, quando il porto avrà ormai chiuso.


Non proprio incoraggiante per un sindaco che sulle sue cose si è dimostrato attivo fin dal 2015, come i fatti dimostrano. Ma anche questa è una chiara scelta di un sindaco inadeguato.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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