Lettera aperta ai consiglieri e alle consigliere dell'opposizione

Care amiche e cari amici dell’opposizione,

oggi veniamo a sapere che i partiti e i gruppi che sostengono Brugnaro si sono trovati per organizzare assieme la difesa in Consiglio. Alla fine dell’incontro, tutti insieme, tutti i componenti della maggioranza unita sono usciti senza far parola di nulla. Ed è così che si dovrebbe fare, quantomeno e soprattutto nei momenti di difficoltà. In entrambi gli schieramenti.

Così sicuramente non è stato per la preparazione del Consiglio nel campo della minoranza. Siamo tutti bravi all’opposizione, ma sembra che ci sia chi è più bravo degli altri e non riesce a trattenersi. L’agone politico, anche se acceso, non è un’aula di tribunale. Per fortuna.

Dunque è sul piano politico che l’opposizione deve avanzare le proprie tesi. La magistratura farà la sua parte. Non possiamo, purtroppo, o per fortuna, sostituirci ai giudici e ai magistrati. Tutti noi dei gruppi di opposizione sappiamo che abbiamo le nostre forti caratterizzazioni politiche che occorre superare quando si trova un argomento forte su cui essere concordi. Avevamo deciso di provare ad impedire la rielezione di Brugnaro con diversi raggruppamenti. Non è detto che la stessa modalità non sia domani appagante, ma oggi la situazione è quella di una minoranza che non manifesta unità nella contrarietà al sistema Brugnaro, e, per questo, sarà sempre debole.


Avevo invitato tutte e tutti a un caffè, subito dopo i risultati elettorali. Alcuni hanno accettato subito, altri poco dopo, altri no. Da allora, però, alcune azioni comuni le abbiamo portate avanti e qualche risultato c’è stato. Abbiamo sottoscritto assieme varie interrogazioni e mozioni, ma quando, come in questo caso occorreva la massima coesione, non ci siamo riusciti.

Proviamoci domani, comunque. E, soprattutto, dopodomani e in futuro. Perché non si possono passare quattro anni con queste schermaglie che rendono Brugnaro ancora più protagonista. La gente, le persone, non si aspettano i cavilli giuridici, la gente, i cittadini, hanno bisogno di un lavoro, di una casa, di una qualità della vita quantomeno decorosa, di non essere sfruttata in lavori che umiliano le persone, di avere servizi sanitari e di trasporto adeguati, di avere scuole sicure e con adeguata professionalità formativa a cui affidare i propri bambini e i propri ragazzi. Ecco, domani, ricordiamoci, non saremo in un’aula di tribunale, altrimenti la maggioranza, compatta, avrà tranquillamente la meglio sulle nostre posizioni.

E sarà lo show di Brugnaro ad avere la meglio.



Giovanni Andrea Martini

Consigliere comunale Vicepresidente della VI Commissione