L’infelice profezia di Brugnaro sull’M9: “far rinascere Mestre per risollevare Venezia”.

Quando come Municipalità siamo stati privati dal sindaco dell’uso degli spazi per le attività socioculturali abbiamo iniziato a bussare alle porte delle varie istituzioni che potevano prestarci spazi. Abbiamo trovato ospitalità nelle parrocchie, negli istituti scolastici, negli esercizi pubblici, e siamo anche andati a bussare alla Fondazione di Venezia e abbiamo parlato con il presidente Brunello qualche mese prima dell’inaugurazione dell’M9. Ed è stato un dialogo rivelatore. Il Sindaco aveva spinto per accelerare i tempi dell’inaugurazione. La certezza di un successo  era basata sull’attrattività delle attività economiche che ci giravano attorno. Non dall’operazione culturale, ma dall’operazione commerciale. Una su tutte, un ristorante esclusivo con il menù dedicato alla carne chianina, tanto amata dal Sindaco, che il presidente della Fondazione citava come esempio. Oggi la ventilata vendita della casa dei tre Oci, la ventilata ipotesi di cambio di destinazione d’uso del palazzo sul Rio Novo, la ventilata ipotesi della cessione di tutta la parte commerciale del complesso dell’M9 chiarisce il fallimento di un progetto che non hai mai fatto i conti con la città, che non ha mai dialogato con una cittadinanza che aveva chiaramente manifestato un assoluto disinteresse per questa operazione, sentendola lontana. E l’idea, che il primo cittadino aveva invece sposato totalmente, che fossero i turisti che venivano a Venezia a visitare M9 si è rivelata totalmente peregrina. Il fallimento di M9, un’operazione che Brugnaro ha così fortemente spinto, mostra come i disegni del primo cittadino nascano estranei alla  conoscenza e alla vita della città d’acqua e di terra. Nel discorso di inaugurazione Brugnaro aveva detto: “da qui rinasce Mestre e da Mestre risolleveremo anche Venezia”. Oggi il fallimento di M9 è davanti agli occhi di tutti e l’inaccettabile ipotesi di vendita dei Tre Oci e la possibile destinazione ad albergo del palazzo sul Rio Novo chiarisce il disastro che anche su Venezia un’operazione come questa ha determinato. Anche il ristorante con carne chianina non ha funzionato. E questo è un segnale di cui tener presente.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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