Fino a prova contraria, viviamo in un Paese in cui vige la libertà di parola, e di critica.

In questi giorni, Brugnaro stesso non si è certo distinto per i toni pacati, ma soltanto per le contestazioni nei confronti del Governo, sulla base peraltro di calcoli a spanne e privi di effettivo fondamento.

Un primo cittadino la cui perenne campagna elettorale è ora sotto gli occhi di tutti grazie alle sue uscite televisive quotidiane.

Primo cittadino che ha esordito, cinque anni fa, con un'operazione di censura, e che ha continuato su tale strada, come da noi più volte rilevato.

Le sue ultime affermazioni lo confermano.


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Dopo aver ricevuto da Roma fin dal 2016 più soldi delle precedenti amministrazioni, Brugnaro non manca di recitare quotidianamente il copione del questuante cui i soldi non bastano mai.

Secondo uno schema fisso e ripetitivo se la prende con il “partito” che tutto decideva, ora invece è cambiato tutto, c’è solo lui a decidere senza il fastidio di doversi confrontare con altri. Il ricordo più vivido è quello delle sue passeggiate veneziane dopo l’Aqua granda di novembre a promettere personalmente aiuti a commercianti e artigiani devastati dall’acqua.

È il vantaggio dell’uomo solo al comando da cui si sente attratto. Anzi quasi vocato. Possiamo solo immaginare l’invidia che prova per Orban, il despota ungherese che ha imbavagliato l’intero parlamento. Brugnaro finora c’è riuscito solo col consiglio comunale ma è sulla buona strada. Non a caso non si distingue ormai da Salvini nei suoi quotidiani sproloqui dalla control (dark) room.

Una riedizione in sedicesimo della più nota Bestia salviniana, ma in versione live, dove approfitta delle angosce sociali per seminare la materia prima di cui si nutre. Il rancore. Cui si aggiunge l’illusione che presto tutto tornerà come prima. Ma se così non sarà la colpa sappiamo già a chi verrà addebitata. Sempre Roma. E se non basta c’è sempre l’Europa. Lo schema è circolare, da qualunque punto si parta là si torna.

Non risolve i problemi perché la resa è solo politica. Per l’uomo solo inebriato dal comando.

GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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