Fermiamo le gondole?

Moto ondoso insostenibile, ormai quasi un noioso ritornello. Il traghetto Santa Sofia chiude. E allora? Serve solo ai veneziani, che importa? Le gondole imbarcano acqua, stiano ferme in cavana! E così via! Le gondole sono il simbolo di Venezia, una barca che tutti conoscono al mondo. Se sono costrette a fermarsi vorrà dire qualcosa, o no? L’incidente tragico c’è già stato; vogliamo la replica? O proviamo a trarre qualche conseguenza logica. Chi governa dovrebbe porsi questo problema. Se non lo fa è perché non ha risposte ma solo espedienti come la limitazione di velocità, a sprazzi. Non stiamo toccando un limite, lo abbiamo da tempo superato, ma si finge di non accorgersi delegando ai gondolieri di dirlo nell’unico modo comprensibile. Fermando la mobilità del remo che ha fatto la storia di Venezia, l’imprinting fisico della sua diversità. Questo vuol dire qualcosa? Sì, che il turismo industriale ha piegato la resistenza della forma più tradizionale di mobilità urbana, quella legata ai cittadini. La visita a Venezia ha preso le il ritmo della produzione industriale, la mobilità è solo una conseguenza che però rivela il limite. Sempre di più, sempre più veloci, sempre più stralunati, in arrivo da tutte le parti del mondo. Gestiti da agenzie che intermediano la domanda globale con la offerta locale, trattenendo gli utili e pagando la prestazione agli operatori in loco come in una catena di montaggio, a ritmi serrati. Tanti pezzi, tot denari. E’ il motore vero protagonista della mobilità urbana, come in qualunque città al mondo. E inquina, certo che inquina, anche di più visto che non è normato. Ma fa dell’altro, produce moto ondoso. Qui sta la originalità veneziana. Demolisce lentamente quelle storiche sponde che non contribuisce a mantenere. E non è forse questo un prelievo senza restituzione? Si, ma così si produce lavoro ci spiega qualche mente illuminata. Lavoro dipendente pagato a cottimo, in cui la visita lampo si accompagna a quei consumi essenziali low cost che una flotta di barche da trasporto riversano al mattino in città per soddisfare i bisogni essenziali i cui residui una flotta di barche di Veritas provvederà ad allontanare il mattino seguente. Un ciclo industriale ben organizzato con punte di vera efficienza, producendo invidiabili performance di settore, ottimizzando il proprio particolare nei canali di una città che ormai non è più che una quinta dove conta solo esserci passati. E le gondole? Con un piccolo souvenir ci si toglie lo sfizio.

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GIOVANNI ANDREA MARTINI SINDACO
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