Baretta e Pd ovvero: “effetto seppia”.

La soluzione di Pier Paolo Baretta per le grandi navi è un “porto d’altura, in mare, collegato a terra, necessario a non perdere competitività sul traffico container nell’intero sistema portuale dell’Alto Adriatico”. Ecco la soluzione di Baretta. Come dire: per risolvere i problemi di un pianeta che abbiamo ormai devastato, andiamo a vivere sulla Luna o su un’altra galassia. Ci vorrà un po’ di tempo, ma, 5, 10, 50 anni cosa sono? L’importante è avere chiaro l’obiettivo fin da oggi.


Per le grandi navi, cioè, la soluzione è quella di continuare così, devastando la laguna e la vita delle persone per 5, 10, 50 anni quando avremo ideato, progettato, costruito un porto d’altura. Baretta ci dice che è d’accordo sulle navi fuori dalla laguna, basta solo attendere qualche lustro. Un po’ come veniva promessa l’acqua ai contadini di Fontamara di Ignazio Silone. Qualsiasi soluzione “provvisoria” è consentita. Qualsiasi attacco alla laguna con la devastazione e l’allargamento dei canali, tanto si tratta solo di 5, 10, 50 anni.


È questo l’”effetto seppia” del Pd: dire una cosa, per portare avanti esattamente l’opposto. Giocare con le parole può essere divertente, ma giocare con la buona fede delle persone è proprio inqualificabile.


Qualche mese fa ho partecipato ad un incontro organizzato dall’autorità portuale. I relatori erano il presidente del Porto, Pino Musolino, l’assessore Venturini, che faceva le veci di Brugnaro, l’assessore regionale De Berti , che portava la voce di Zaia, e, a rappresentare il governo ... Pier Paolo Baretta. In quella sede l’accordo era strettissimo. Dal Comune, alla Regione, al governo nazionale: dobbiamo scavare di più. Magari non nuovi canali, ma scavare di più, perché le navi sono sempre più grandi. E non preoccupiamoci troppo di qualche scalmanato ambientalista e, soprattutto, non preoccupiamoci molto della laguna, in fondo l’ultima acqua alta di novembre è stato solo un episodio che chissà quando si potrà ripetere.


Allora il pericolo è proprio grave. Allora, effettivamente, le due B si sovrappongono. Vien da pensare che Brugnaro e Baretta vogliano la stessa cosa. Usano solo linguaggi differenti. Uno è l’effetto “fucsia” che confonde tutti i colori, l’altro l’”effetto seppia” che nasconde il vero disegno.


Crediamo sia arrivato il momento di smettere di nascondere le cose dietro a nubi di fumo di vario colore. È il momento di dire la verità ai cittadini, non solo di Venezia. È arrivato il momento di scegliere la chiarezza, di dire le cose come stanno. Basta “effetto fucsia”, basta “effetto seppia”

Occorre il nero su bianco.

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