
Tiziano
Bolpin
È nato a Venezia il 6 settembre del ’56 e qui ha sempre vissuto. Dopo il diploma al Liceo Artistico si è laureato nel 1984 in Urbanistica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Dopo alcune esperienze in studi professionali di Architettura e nell’insegnamento nelle scuole superiori, nel 1991 viene assunto presso il Comune di Venezia, dove acquisisce con continuità e passione, sino al pensionamento nel 2023, competenze e pratiche nell’ambito della programmazione e della gestione di eventi culturali, prima come Responsabile del Centro di Produzione Multimediale, poi dell’Archivio della Comunicazione e successivamente degli Archivi Fotografici e Digitali, per concludere l’esperienza pubblica come Responsabile del Servizio Produzioni Culturali e Rapporti con le Università.
In questo ruolo ha ideato, coordinato e gestito la realizzazione di archivi cartacei e digitali per la raccolta di fondi fotografici, video e documentali provenienti da cittadini e da istituzioni pubbliche e private, attribuendo ampio valore alla memoria della storia sociale, politica e culturale della città, facendo confluire migliaia di documenti all’interno del sito web “Album di Venezia”.
Il suo lavoro è stato prevalentemente indirizzato alla condivisione pubblica dei materiali conservati negli archivi e al loro utilizzo per finalità editoriali, di ricerca o espositive. Per molti anni è stato referente dell’archiviazione digitale e della valorizzazione del fondo fotografico Giacomelli, che consta di oltre 180.000 immagini della Venezia tra fine ’800 e fine ’900, e ha coordinato la nascita dell’archivio fotografico di Urbanistica, organizzando mostre fotografiche e documentali e curando brevi testi divulgativi all’interno di pubblicazioni.
Ha sempre creduto fermamente nella costruzione di programmi culturali ed eventi condivisi con i cittadini, coinvolgendo in primis le associazioni, vero motore di base della cultura, della storia e delle tradizioni veneziane, nonché gli istituti e le fondazioni veneziane di ricerca storica e artistica, gli archivi e le biblioteche, che considera, nel loro insieme, i veri depositari della funzione mnemonica della città.
Con questi ha organizzato a Mestre e a Venezia mostre, conferenze, spettacoli teatrali e concerti, in particolare come referente e coordinatore dei palinsesti istituzionali del “Giorno della Memoria”, del “Giorno del Ricordo”, della “Giornata in ricordo del genocidio armeno”, delle “Passeggiate Patrimoniali” del Consiglio d’Europa, del festival del vetro “The Venice Glass Week” e di molte altre manifestazioni, garantendo ai soggetti coinvolti nella programmazione culturale strumentazioni e risorse logistiche interne all’Amministrazione, nella convinzione che queste debbano essere messe a disposizione di tutti coloro che collaborano e contribuiscono all’immagine e al prestigio della città e dei suoi amministratori.
Considera la cultura come un modello partecipativo, dinamico e modellabile, che parta dalle esigenze e dalle proposte di tutti quei soggetti che, a vario titolo, rappresentano il tessuto sociale autentico della città e che tutti debbano essere ascoltati, agevolati, coordinati e finanziati, con l’obiettivo di creare anche palinsesti di iniziative ed eventi decentrati e gestiti direttamente dalle Municipalità, per riportare i cittadini in campo e in piazza, con gioia e compartecipazione.
Intende la cultura come richiamo per collettivi e compagnie teatrali e musicali, gallerie d’arte e promotori culturali, artisti di arti performative e pubbliche, associazioni di artigiani e maestri vetrai, fondazioni, università, accademie e istituzioni pubbliche e private, associazioni e singoli cittadini, ai quali rivolgere un appello per la costruzione di programmi culturali anche attraverso l’istituzione di una Consulta per la Cultura e la Programmazione che li riunisca, nella convinzione che la cultura sia soprattutto fatta di idee e partecipazione.
Si sta impegnando insieme a Tutta la Città Insieme per sviluppare un progetto di riorganizzazione dell’Assessorato alla Cultura, assente a Venezia da undici anni, al fine di riportarlo al ruolo di prestigio internazionale che merita, riorganizzando gli uffici e la pianta organica, con la creazione di strutture di supporto logistico e strumentale tra loro coordinate, che rendano più agevole l’attività di coloro che, con i loro eventi e programmi, intendano vivere e far rivivere la città.
Crede molto, infine, nel coinvolgimento — all’interno di manifestazioni internazionali e nelle sedi storiche deputate all’arte, quali la Biennale — delle realtà artistiche e artigianali veneziane storicamente riconosciute e di grande prestigio, che meritano una maggiore attenzione e visibilità da parte dell’Amministrazione.
